Il team riunisce studenti di corsi diversi: ingegneria meccanica, aerospaziale, elettronica, energetica, informatica e gestionale, ma anche economia, comunicazione e psicologia. Ognuno lavora in un reparto e applica quello che ha studiato a un oggetto reale, con scadenze reali.
Il nome viene dal Veneto, dove i motori da 250 cc si chiamano così: un quarto di litro. L’obiettivo è lo stesso dal primo giorno: costruire un prototipo performante e continuare la tradizione dell’Università di Padova nel campo motoristico.